Il bilancio a tre anni di Giovani di valore: la parola a Lucia Riboldi, presidente di Rete Giunca

Quali sono i grandi successi e qual é l’eredità di Giovani Di Valore sul territorio?

L.R: Tra le azioni che continuano dopo il terzo anno c’è Officina C@ffè, hub a Venegono Inferiore diventano luogo di incontro, scambio, formazione e orientamento. L’eredità in Officina e nelle organizzazioni partecipanti è quella di una nuova modalità di lavoro. Rimangono le partnership e le relazioni che abbiamo consolidato in tre anni di progetto – sia con enti nuovi, sia con enti che conoscevamo già -, tanto che con alcuni di loro si sta già lavorando a nuovi progetti d’innovazione sociale e culturale.

Cosa hai imparato dai giovani e sui giovani? Come è cambiata la percezione del mondo giovanile?

L.R.: Dai giovani ho imparato che meritano fiducia e bisogna credere in loro, che bisogna dar loro la possibilità di esprimersi e di dimostrare il loro valore. Il progetto per alcuni è stata una palestra, un contesto protetto che ha portato chi ha seguito con passione e tenacia il percorso a ricoprire ruoli anche interessanti all’interno delle organizzazioni partner. Ho imparato quindi che i giovani se messi nelle giuste condizioni possono effettivamente essere motore di cambiamento, possono portare delle ventate di innovazione e rinnovamento. È necessario creare il contesto affinché ci sia spazio per loro, ovviamente è nostro compito dare sostegno, consigli, aiuto e, a volte, un freno.

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